Psicobricka - Buona la Prima

 

Che bella l’estate! Il mare, il sole, le vacanze, in un susseguirsi di sveglia, spiaggia, pranzo, pennichella, ancora spiaggia, doccia, cena, tutti a dormire.
Le giornate trascorrono così, una dopo l’altra, ed anche la ripetitività diventa apprezzabile. I bambini, da bravi scolaretti, si trasformano in piccoli selvaggi che si cibano di ghiaccioli e patatine in sacchetto, con un’abbronzatura invidiabile e la capacità di saltare, correre e divertirsi per tutta la giornata, fino ad abbandonarsi, esausti, sul letto.
Poi, una folgorazione: a settembre non manca molto, Ferragosto ed il consueto pic-nic sono dietro l’angolo, ed eccolo lì, minaccioso, il famigerato primo giorno di scuola! Qualche pensiero comincia così a far capolino, tra questioni di ordinaria amministrazione familiare ed altri di carattere più personale, legati a qualcosa inizialmente difficile da mettere a fuoco, ma che, un po’ per volta, prende forma: è la consapevolezza che qualcosa sta cambiando.

Il primo giorno di scuola è, come tutte le novità, eccitante e terrorizzante allo stesso tempo; le settimane che lo precedono sono dedicate ad ultimare gli acquisti necessari per il grande giorno, a mettere le copertine ai quaderni, ricoprire i libri ed attaccare le etichette. Lo zaino nuovo, intonso, è pronto da giorni vicino alla scrivania, in attesa d’essere messo in spalla. L’aria è frizzantina, ma è come se qualcosa ne frenasse l’entusiasmo. Tra tutti quegli acquisti è come se non si fosse tenuto conto che si sta lasciando indietro qualcosa: per fare spazio al "nuovo", il "vecchio" deve farsi da parte. Davanti agli occhi del genitore c'è un bambino pronto per una nuova avventura e nuove responsabilità, che dovrà essere capace di affrontare nuove sfide, di farsi nuovi amici, di confrontarsi con altri adulti, di portare a termine, giorno per giorno, compiti diversi. È un bambino che sta crescendo e questo riempie di gioia ma anche di un filo di tristezza.

Quale adulto non si ricorda uno dei tanti primi giorni di scuola? Elementari, medie o superiori, la sensazione era sempre la stessa: la voglia di mettersi in gioco e di iniziare qualcosa di nuovo, andavano a braccetto con la paura di non farcela, di non riuscire a farsi nuovi amici e di confrontarsi con un ambiente del tutto sconosciuto.
Qual era la cosa che ci tranquillizzava in quel momento? Più o meno consciamente, c’era la consapevolezza che, dopo quelle mattinate di scuola, si sarebbe rientrati a casa, dove tutto sarebbe tornato ad essere familiare e ci avrebbe dato tranquillità e sicurezza. La casa, la famiglia, diventa così il “porto sicuro” nel quale poter far ritorno, certi che un posto per sé si troverà sempre.

Ma se ciò che rassicura è dentro le mura di casa, perché uscirne?
Il cambiamento farà sempre un po’ di paura, ma non c’è crescita senza cambiamento, così come non c’è crescita senza sofferenza. Per questo, per ogni bambino che cresce, dovrebbe esserci un genitore capace di spronarlo e supportarlo, incitandolo quando la paura fa fare qualche passo indietro e sostenendolo quando incappa in qualche errore o in una situazione di rischio.
In una danza in cui le distanze si allungano e si accorciano a seconda delle necessità, un genitore si avvicina e si allontana, lasciando tempo e spazio al proprio figlio per sperimentarsi in qualcosa di diverso, permettendogli anche di sbagliare e di star male. L’indipendenza aiuta a crescere, fin da piccoli, e deve essere accompagnata da abbracci che stringono, senza soffocare, per lasciare lo sguardo libero di osservare davanti a sé. E' una danza che crea la “giusta distanza”.

Fortunatamente è ancora agosto. Ferragosto e pic-nic si fanno ancora attendere. Settembre arriverà. Nel frattempo ripensate ai vostri primi giorni di scuola, alle paure, ai timori, ma anche alle certezze, alla curiosità. Pensate a quanto significasse per voi quello zaino nuovo, o quel diario, scelto con cura tra tanti. Non appartenevano alla mamma o al papà, erano esclusivamente vostri. Quante incognite, quante soddisfazioni e quanti errori... Momenti che vi hanno permesso d’essere oggi gli adulti che mai avreste immaginato di diventare, momenti che hanno segnato il tempo della vostra infanzia, quando eravate quei bambini che per la prima volta varcavano la soglia della scuola. Sarà difficile scorporarli perchè fanno parte di un unico pacchetto, il “pacchetto della crescita”.

Dott.ssa Martina Sivieri


P.S.: Se quest’articolo vi ha fatto fare salti avanti e indietro nel tempo, ma la preoccupazione per l’inizio del nuovo anno scolastico aleggia ancora nell’aria, allora il ciclo di incontri per genitori Buona la Prima | Quando anche mamma e papà vanno in prima elementare è quello che fa per voi. I dettagli li trovate nella sezione
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